Cosa è il cohousing

Il cohousing è un nuovo modo di abitare orientato alla comunità, autorganizzato, sostenibile e cosmopolita. 

Orientato alla comunità. Appartamenti individuali in uno o più edifici che includono stanze comuni, un giardino comune, pasti insieme, auto condivisa, spesa collettiva… quanto sia organizzata la comunità viene deciso insieme. Così si raggiunge un equilibrio ottimale tra gli interessi di condivisione e i bisogni personali di privacy. Il cohousing è fatto da persone che vivono insieme in immobili progettati per l’interazione della comunità e per l’interazione personale. Il cohousing è una comunità progettata intenzionalmente con ampi spazi comuni in cui vi sono case private. Gli spazi collaborativi includono tipicamente una sala comune con una grande cucina e sala da pranzo, lavanderia, aree ricreative e passerelle esterne, spazi aperti, giardini, orti, parcheggi e carsharing. I vicini usano questi spazi per giocare insieme, cucinare l’uno per l’altro, condividere strumenti e lavorare in modo collaborativo. La proprietà comune è gestita e mantenuta dai membri della comunità, fornendo ancora maggiori opportunità per far crescere le relazioni. Il cohousing offre una soluzione alla mancanza di luoghi di incontro ed ovvia ai limiti che oggi spesso si hanno per quanto riguarda la possibilità di una sana socializzazione. In una coabitazione, i bambini e gli anziani, spesso tradizionalmente considerati gli anelli deboli dell’organizzazione sociale, ritrovano gli spazi di cui hanno bisogno e possono beneficiare della protezione dell’intera comunità.

Autorganizzato. Vivere in un complesso immobiliare di tua scelta, con condizioni che hai elaborato insieme agli altri partecipanti, e in un ambiente progettato in modo cooperativo. Così non solo il tuo appartamento è la tua casa, ma un intero edificio o quartiere. A livello pratico le comunità di coabitazione si basano su una gestione diretta e su una manutenzione degli spazi comuni. Inoltre non ci sono vincoli specifici per quanto riguarda l’eventuale decisione di uscire dalla comunità e vige un principio di parità delle decisioni, perché vengono definiti e ripartiti in maniera equa i ruoli di gestione e di responsabilità. Non esiste però una gerarchia, perché le decisioni si prendono insieme in maniera compartecipata. In ogni caso non bisogna pensare che attraverso la realizzazione degli spazi condivisi i coabitanti devono cambiare i loro ritmi personali e di vita. Si ha semplicemente un’opportunità in più, perché è possibile accedere a più servizi dedicati alle esigenze di ciascuno. La coabitazione appare particolarmente importante, perché proprio queste sue particolari regole e la strutturazione degli spazi su cui si basa, possono favorire i rapporti di amicizia e di vicinato. Lo si vede anche dal punto di vista dell’architettura e del design, che sono progettati e realizzati appositamente per rafforzare il senso di appartenenza ad una vera e propria comunità.

Sostenibile. I residenti prendono buone decisioni a lungo termine, poiché sono responsabili dei loro edifici e del loro terreno. Attraverso la condivisione risparmiano risorse e si rendono conto che molti concetti ecologici sono davvero efficaci solo al livello di un grande complesso immobiliare.  Aprirsi al cohousing significa indirizzarsi su tre grandi aspetti, che si basano sul valore fondamentale della sostenibilità. Sostenibilità ambientale, cioè mettere in atto comportamenti che hanno come fine ultimo il rispetto dell’ambiente in ogni ambito della vita, anche per quanto riguarda l’alimentazione e la realizzazione di case ecosostenibili, implementando per esempio anche comunità energetiche rinnovabili. Sostenibilità sociale, cioè la possibilità di ritrovare uno stile di vita basato su rapporti incentrati sul rispetto e sulla comunicazione consapevole. Ma anche sostenibilità economica, cioè riduzione degli sprechi, autoproduzione di beni e servizi, riutilizzo degli oggetti, dimostrando come il benessere non coincida con l’avere a tutti i costi. Tutto questo è possibile realizzarlo con il mutuo aiuto, con la condivisione degli spazi e delle attività, che incidono in maniera molto forte sullo stile di vita, facendo in modo che diventi più sostenibile in generale. In questo modo si possono attivare dei veri e propri circoli virtuosi di cui ne beneficia tutta la collettività.

Cosmopolita. Abbiamo scelto il termine internazionale cohousing perché ci sentiamo parte di un movimento molto più grande, che attraversa i confini. Sempre più persone, tra cui giovani e anziani, famiglie e single, stanno imparando l’uno dall’altro e facendo esperienza con questo modello di abitare partecipativo e cooperativo che fa parte di una rete internazionale eccitante e in rapido sviluppo! Chi intende praticare il cohousing non è legato da alcuna ideologia o filosofia in particolare, come spesso invece avviene negli ecovillaggi. Semplicemente desidera una nuova dimensione dell’abitare, che dia un rinnovato valore alla condivisione ed alla mutua collaborazione, cose che si sarebbero potute trovare in un villaggio dei tempi andati o nelle grandi cascine abitate da famiglie allargate. Nuove forme di “antico” vicinato solidale, che possano anche costituire dei laboratori di gestione partecipata delle risorse e dei servizi, di comunicazione non-violenta, e in generale dei progetti-pilota nell’ambito della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.